"UNA PRIMA BACCHETTA CADDE FINO A FERMARSI DOVE AVEVANO INIZIO LE SUE RADICI. ESSA ERA LA “PRIMA POLVERE”, E DA ESSA NACQUE LA TERRA.".



A riposo, l'elementale si presenta come un ramo quasi rettilineo di sequoia, lungo circa un piede e mezzo. Ha solo due leggere curve che gli conferiscono una forma appena ondulata. Presenta due piccole diramazioni, sulla base, e un nodo molto scuro, tre dita più sopra. Non mostra variazioni di spessore, dalla base alla punta. La Prima Polvere mantiene la stessa identica forma, ma il suo legno è ricco di germogli di un verde intenso. Si distingue inoltre per la presenza di un rigonfiamento sferoidale, alla sua base, dall'aspetto giallastro e traslucido. Esso è ricolmo di ciò che appare come ambra, e al suo centro è contenuta la matrice del suo potere: quanto di più prezioso possa esistere, in tutte le Terre del di Sopra.





La ricerca di questo elementale viene narrata nel





"Una seconda bacchetta cadde a terra: essa era la “Prima Fiamma”. E da essa nacque il fuoco."



A riposo si presenta come un ramoscello di ebano con striature molto scure, risulta molto levigato e privo di asperità o parti scheggiate. Presenta una lieve curvatura che rimane costante dalla base alla cima, distanti tra loro circa un piede e un quarto, ed entrambe smussate e levigate come il resto. La Prima Fiamma appare come una lingua di Fuoco ardente. Non necessita dell’aria per bruciare, e il suo moto non è influenzato dall’interferenza dei venti o di altri elementi. Riflette invece lo stato d’animo di chi la brandisce, mostrandosi a volte più calma, a volte più irrequieta, a volte più corta e flebile, a volte più intensa e alta. Appare costituita da più fiamme che bruciano di colori diversi, gialle e rosse quelle esterne, azzurre e bianche quelle interne, che risultano anche più calde. Brucia ogni cosa venga in contatto con essa, a parte il corpo del mago che la brandisce. Ciascuna fiamma ha origine in basso, alla base dell’elementale, dove compare una piccola sfera incandescente avvolta in un denso fumo nero che lascia residui dietro di sé. Al suo centro è sospesa la Prima Fiamma, la matrice del potere dell’elementale, e origine ultima dell’elemento del Fuoco.





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"Una terza bacchetta cadde a terra: essa era il “Primo Soffio”. E da essa nacque il vento."



Il Primo Soffio appare come fatto di pura aria e come tale è pressoché invisibile. In quanto tale può tuttavia essere attraversato da corpi minuscoli e inanimati, quali polveri, gas, granelli di sabbia e similari, senza che ne venga alterata la sua integrità. Oggetti più voluminosi si fermano invece lungo i suoi bordi. Anurast il 25° ne studiò la forma con l’uso del fumo. I suoi bordi restavano comunque frastagliati e indefiniti, come quelli di una nuvola, che si vedono nitidi e delineati solo lontano. Mentre è più visibile la matrice del suo potere, riposta nella sua base, dove l’elementale assume una forma sferoidale. Nel suo centro è contenuto il “Primo Soffio”, che appare come un’area turbinosa e rischiarata da luce argentea.





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"Una quarta bacchetta cadde a terra: essa era la “Prima Goccia”. E da essa nacque l’acqua."



La Prima Goccia appare come un cilindro di forma regolare ma liquida, ovvero composta di sola acqua. Lunga sempre un piede e mezzo e spessa non più di un dito, va stringendosi dalla base alla punta, essa è composta di uno strato esterno, azzurro come acqua di fonte e con lievi increspature verso l’esterno, come quelle prodotte da un costante moto ondoso, e uno strato interno più scuro, come l’acqua degli abissi, che costituisce l’anima stessa dell’elementale, la matrice del suo potere è infine contenuta in una piccola sfera sul fondo, anch’essa fatta di pura acqua, che contiene sospesa al suo centro appunto la “Prima Goccia”.





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