Diario di viaggio: un anno da autore esordiente





21/01/2018
Scrittura



Vi racconto la mia avventura, iniziata poco più di un anno fa, con la pubblicazione del mio romanzo “L’Incanto del Tempo – Volume Primo”.





Ho pensato di iniziare a parlarne un po' di più, visto che in quanto a promozione sul web, fino a ora sono stato alquanto scadente e sporadico. Beh, almeno se paragonato ai miei "colleghi" esordienti.

Ne approfitto per tirare un po' le somme, a distanza di un anno dalla sua prima pubblicazione.

Partiamo subito con una prima novità: su mia richiesta, il romanzo è appena andato fuori catalogo!


SBADADAAAM !!!


Calo di pressione in cabina. Calma e sangue freddo: è tutto ok. Adesso vi spiego cosa è accaduto, e perché ho preso questa decisione.


Circa 16 mesi fa presi un manoscritto da poco ultimato (sottolineo poco) e lo inviai a una casa editrice. Scrivevo romanzi da vent'anni circa, per diletto, ma questo era il mio primo fantasy. E mi ero detto "Un romanzo fantasy? Ora che ci penso, io gestisco tre negozi di articoli fantasy! Potrei venderlo direttamente lì! Figata: quasi quasi provo a pubblicarlo."


Non sono mai stato un grande internauta (si dice così, vero?), di certo non avevo mai pensato di cercare in rete informazioni su come si pubblichi un libro.

Nella mia ingenuità ero convinto di poche semplici cose. Se una casa editrice, mi dicevo, accetta il mio romanzo significa appunto che è "accettabile", quanto meno scritto decentemente, e il fatto che alla fine l'assassino sia il maggiordomo non lo si intuisce proprio a pagina 1, ecco. Poi, se una casa editrice accetta ovviamente provvederà a fare tutto il necessario per migliorarlo: quindi revisioni, correzioni, editing, ecc. Giusto?

Per me la cosa era lampante e chiara.


Piglio un elenco di case editrici dal web: questa non accetta esordienti, con quest'altra non si capisce come fare, quest'altra ancora vuole solo cartacei (la mia stampante è pigra e io lo sono ancor di più)... ah ecco, questa mi sembra buona!

Prendo la prima che mi sembra decente e gli mando il manoscritto.

Mi accolgono a braccia aperte, con fanfara e fuochi d'artificio, e in un istante mi mandano un contratto da firmare! Wow, mi dico, al primo colpo!

Casualmente, in quei giorni bazzico dei forum di autori esordienti, e inizio a farmi una prima grezza idea: "case editrici non a pagamento" è bene, "case editrici a pagamento" è male.

Perché male? Mi chiedo. Mi sembra naturale dover pagare qualcosa, se nessuno mi conosce. Sono un imprenditore, e faccio colazione la mattina con latte e rischio d'impresa. So cosa significa investire tempo e denaro in qualcuno che non è in grado di dare alcuna garanzia di successo.

Va beh, mi convinco che è male. Guarda caso la casa editrice trovata è a pagamento. Quindi non firmo il contratto.


Spulcio meglio quel forum, per giorni diventa la mia Bibbia.

Trovo un'altra casa editrice, questa volta definita non a pagamento.

Vanta perfino una sua agenzia letteraria, sono professionisti dell'editing, non come la casa editrice con cui stavo per firmare.

Mi convinco e mando il manoscritto. Anche questi accettano, se pur in modo più pacato e senza fuochi di artificio di quelli di prima, e mi mandano il contratto.

Dopo alcune piccole modifiche firmo. Ecco, è fatta!


Il libro parte, revisione delle bozze fatta, impaginazione fatta, ecc, ecc. Nel frattempo imparo, girando nei forum, che uno scrittore esordiente in media vende intorno alle 200 copie del suo romanzo.

Sì, non ventimila, nemmeno duemila. Duecento copie. E devi essere bravo, perché se non fai adeguata promozione il numero si ferma a qualche decina: parenti e amici prossimi, in genere. Quelli che, per intenderci, solitamente te lo chiedono gratis, proprio perché amici.

Io non sono bravo a promuovermi sul web, e sinceramente non ho interesse a passare ore a scrivere frasi tipo "Buongiorno cari amici! Oggi è una bella mattinata di sole, qui da me. Da voi c'è il sole?"

Sul serio... sinceramente... C'è qualcuno a cui frega se c'è il sole a 400 Km di distanza? O cosa ha mangiato un tale quella mattina? Guardati le previsioni del tempo e chiudila lì! L’idea che qualcuno potrebbe essere interessato a sapere certe cose su di me, mi mette ansia, e l’idea di circondarmi volontariamente di persone simili, al fine di vendere più copie, mi ricorda una forma di prostituzione.

Va bene tutto, ma scendere a questi livelli no, grazie!


Provo a promuovermi a piccoli passi, e mi rendo conto di spammare alla grande.

Ok, arriva la primavera e di tempo non ne ho più. Quando arriva la bella stagione inizio a lavorare con ritmi interessanti, tipo dalle 9.30 di mattina fino alle 2.30 di notte.

Fanculo la promozione. Cos'è che avevo detto? Giusto i negozi! Punto tutto su quelli. Invece che pensare al web penso a espositori, locandine, manifesti, addestramento del personale.


Nel frattempo arrivano le prime recensioni dai blogger a cui ho mandato il romanzo. Alterno recensioni medie a recensioni buone. Su goodreads raggiungo 3,5 stelline su 5. Il che mi basterebbe, tuttavia inizio a trovarne diverse che lamentano la presenza di un po' troppi refusi (ovvero errori grammaticali, o di sintassi, o di battitura, distrazioni varie, ecc.)

E lì casco dalle nuvole. Ma come? Se mi sono affidato a una casa editrice che faceva editing professionale? Intanto avevo appena appreso che editing e revisioni delle bozze NON sono la stessa cosa. Ok, ci sta, ma se mi dicono che ci sono errori di battitura o grammaticali non va tanto bene. Quelli dovevano essere stati corretti.


Passa l'estate e grazie ai miei tre punti vendita vendo veramente un botto di libri. Diverse centinaia in soli quattro mesi. Ben più di quanto previsto.

E incasso bene. Peccato che acquistandoli dall'editore con uno sconto "autore" il guadagno non sia poi tanto. Anzi, a pensarci bene mi conveniva spingere l'acquisto dei miei articoli fantasy, con cui ho un margine di guadagno ben superiore.

Intanto, grazie al contributo dei blogger e dei primi lettori, che mi fanno notare gli errori rimasti nel testo, il romanzo viene costantemente migliorato, a ogni ristampa, fino a eliminarli (si spera) tutti.


Finisce l'estate e io sono più che soddisfatto delle mie vendite personali.

Ho solo il dispiacere per le prime copie messe in vendita, che contenevano errori che non avrebbero dovuto esserci.

Se avessi deciso di autopubblicarmi avrei dovuto pagarmi un costoso servizio di editing e revisioni, ma del resto avrei anche pagato le singole copie molto ma molto meno. E parliamo di moooolto meno, credetemi! E io invece faticavo a fare sconti agli amici.

Che poi, mi chiedo questo: un editore in effetti stampa solo dopo aver ricevuto il cosiddetto "Visto si Stampi" dall'autore. Quindi, per carità, piena responsabilità all’autore. D’accordo. Ma se trova troppi errori in un manoscritto potrebbe chiedere una rilettura all'autore, prima di accettarlo, no? E se lo accetta farà per forza un buon lavoro di correzione, altrimenti ne andrebbe della sua reputazione! Soprattutto se vanta un’agenzia che fa editing professionale!

Inizio a farmi una strana idea in mente, che lentamente inizia a mettersi a fuoco.

Va beh, mi dico, è la mia diffidenza genetica e universale, a parlarmi all'orecchio. Non la ascolto (faccio sempre male, a non ascoltarla).


Passano due mesi e mi ricordo che da contratto dovrei ricevere il rendiconto delle copie vendute. Mi ricordo i due motivi per cui avevo deciso di pubblicare con una casa editrice seria, e non a pagamento. Uno era ricevere una buona correzione del testo (e va beh...), la seconda era avere una distribuzione alle spalle vera e propria. Perché il piano era di usare le vendite nei miei negozi come trampolino di lancio, poi le vendite sarebbero aumentate rapidamente, grazie al passaparola, e al fatto che la gente avrebbe potuto reperire il mio libro facilmente.


Sbircio distrattamente la classifica su Amazon. Sono al 2000° posto tra tutti i libri fantasy, che figata! No, adesso sono sceso al 5000°. No adesso sono di nuovo al 1000°, che figata! No adesso sono al 4000°. Va beh, ho capito: lasciamo perdere Amazon.


Ricevo su facebook molti messaggi di persone che attendono il secondo e mi chiedono con insistenza quando uscirà. Ok, il libro è piaciuto. Bene.

Mentre attendo il famoso rendiconto sento i miei colleghi, altri autori che hanno pubblicato con la stessa casa editrice o con altre. Sembra l'invasione degli ultracorpi. Sul web sembrano tutti iperattivi, alla conquista dei social e dei blog con il coltello tra i denti. Poi gli chiedi

Ma tu hai già ricevuto il rendiconto annuale? Boh, credo di no.

Ma l'hai chiesto? Veramente no.

La risposta (assurda) da autori che hanno pubblicato diversi anni prima.

Ma il rendiconto? Credo di non averlo mai ricevuto, ma boh, non saprei esattamente.

Ma come boh???? Ma vi fa schifo sapere la realtà dei fatti? O vi basta vivere di like?

Che poi mi chiedo: che senso ha trascorrere ore al pc, passando da un blog all'altro, da un gruppo su facebook all'altro, alla ricerca di lettori, quando in verità sono tutti autori, quelli che li frequentano? Prendete cento persone (tra cui voi) e mettetele in una stanza: se tutte vogliono parlare, chi di loro sarà in grado di ascoltare veramente qualcosa? Nessuna.

Ok, so di essere un autore diverso dagli altri, per via della colazione che faccio tutte le mattine (quella scritta più sopra), ma c'è un limite alla quantità di prosciutto sugli occhi che ci si può mettere. Forse la vera promozione è un'altra. Forse un autore di fantasy dovrebbe prendere e andare al Lucca Comics, raggiungere la massa, quelli che sono veri lettori, non autori travestiti da lettori. E poi a seguire farsi tutte le fiere minori. Ma forse ho solo poca fiducia nella rete, lo ammetto.


Ottengo infine il mio rendiconto. Ed ecco che tutto mi si chiarisce. Le nebbie si dipanano e la vocina nell'orecchio ritorna con un bel "Te l'avevo detto!". Tra resi, copie omaggio, copie qua e copie là, alla fine le vendite sono non poche, di più. Rispetto alle mie sono quasi nulle.

Ok, so di non aver fatto chissà che promozione sul web, ma se anche l'avessi fatta, quelle vendite sarebbero state merito mio, non della casa editrice. Dove sono le vendite ottenute grazie a lei? Al suo impegno?

E poi un'illuminazione: la colpa era solo mia. Avevo commesso un tremendo errore di valutazione. La vocina nella mia testa improvvisamente si zittisce, e la colazione mi rimane sullo stomaco. Ecco dove sta il problema: la colpa è tutta della colazione! Se togliete il latte, che in effetti va giù liscio, rimane il rischio d'impresa.

Un autore esordiente non da garanzie, contro il rischio d'impresa.

Le piccole case editrici non hanno colpe, sono in fondo tutti imprenditori, devono sopravvivere, e non possono certo investire su di lui facendo un VERO controllo del testo. Il rischio di andare in perdita sarebbe troppo elevato.

Lo faccio anche io questo calcolo. Tutti i giorni.


E così giungo a una conclusione: le piccole case editrici, che si presentino a pagamento oppure no, non si comportano da vere case editrici, né potrebbero mai farlo.

A mio avviso, una vera casa editrice dovrebbe essere un'impresa che vede nei lettori i suoi clienti finali, e nei suoi autori un mezzo per raggiungere i lettori. Perché una casa editrice questo fa. Edita e distribuisce.

Queste piccole e medie realtà, che si definiscono "case editrici", sono invece imprese che vedono nei loro stessi autori i loro clienti finali.

Non hanno interesse in ciò che c’è dopo. Non hanno interesse, e prima ancora i mezzi, per pubblicizzare un romanzo nel mercato editoriale italiano e raggiungere i lettori finali, né possono farlo uscire con un prezzo di copertina competitivo. Questo perché si basano essenzialmente sul print on demand, che impone regole e margini di realizzo diversi da quelli dei romanzi che trovate in libreria. Per questo i due tipi di libri non saranno mai uguali. Possono assomigliarsi, ma solo esternamente, mentre all’interno restano due prodotti commerciali completamente distinti.

Evidentemente, alcune di quelle case editrici non hanno nemmeno interesse a mantenere alta la loro reputazione, avendo cura di evitare refusi ed errori nei loro libri, al momento della pubblicazione.


Gli autori non sono più visti come quelli che cedono un prodotto alla casa editrice, ma come quelli che lo acquistano.

A mio avviso è una deformazione aberrante, perché se le copie vendute di un romanzo si devono ridurre a quelle promosse dall'autore, fisicamente o sul web, allora tanto vale pagarle meno, quelle copie, e stamparsele da sé.

Se una casa editrice non vende quasi nessuna copia, in cui non ci sia stato il contributo dell’autore, se non si preoccupa di fare un editing e una revisione approfondita del testo, e se non fa alcuna promozione, allora cosa fa esattamente? Cosa le resta di una vera casa editrice?

Che senso ha tenere come socio di maggioranza una impresa che usa la maggior parte delle sue risorse e del suo tempo per capire come fare per farti acquistare più copie del tuo romanzo?

Le piccole case editrici sono come un grossista che compra all'ingrosso il prodotto che tu autore produci, per poi rivendertelo (quasi) in esclusiva! Che culo, eh?


Così giungiamo alla frase shock, scritta all'inizio di questo post.

Il rapporto con la mia casa editrice è stato chiuso.

Ho acquistato, diciamo come piccola penale sul recesso anticipato, le copie rimaste in giro nel magazzino del distributore e dell'editore, con l'idea di rivenderle la prossima estate. Erano meno di cinquanta, niente di più. Ma quando mi sono arrivate ho purtroppo constatato che erano tutte della prima stampa. Quella che conteneva ancora diversi errori. Pertanto ho deciso di distruggerle.

Non una di quelle copie verrà esposta nei miei punti vendita.


Per questo motivo ho tuttavia timore che anche le ultime copie rimaste disponibili on line, nei vari store, siano come quelle.

Nel dubbio vi devo invitare pubblicamente a NON comprarle.

Per quanto riguarda l'e-book, idem come sopra. In verità è uscito di recente e contiene la versione più aggiornata, tuttavia sembra che l'editore abbia commesso qualche sbaglio nel crearlo. Un acquirente su Amazon si è lamentato di avere problemi di formattazione e leggibilità, pertanto anche in questo caso devo dissuadervi dall'acquistarlo.

Detto questo si apre adesso una nuova pagina.

Sono appena rientrato in pieno possesso dei diritti sul romanzo e ho già preso contatti per procedere a una nuova pubblicazione.

La nuova edizione sarà acquistabile in tutti gli store on line e in tutte le librerie, come quella precedente, ma sarà di fatto una autopubblicazione, il che mi permetterà di vendere il romanzo nei miei negozi a un prezzo ben più basso rispetto al precedente. E allo stesso tempo mi darà i margini sufficienti a pagare un editing serio e professionale.


Infine, per quelli di voi che sono arrivati fin qui e si chiedono cosa ne sarà degli attesi seguiti, state tranquilli!

Il Volume Secondo è già stato completato ed è previsto uscire insieme, o al più poco dopo, alla nuova edizione del Volume Primo.

A breve avrete le prime anticipazioni sulle nuove copertine!